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Il 21 aprile '90 conseguì con la lode il diploma universitario
di perfezionamento in Diritto regionale. Molto rari gli interventi pubblici così come le immagini. Gli unici interventi pubblici, fuori dalle aule giudiziarie, che costituiscono una sorta di testamento sono rappresentati da "Il ruolo del Giudice in una società che cambia" del 7 aprile 1984 e "Fede e diritto" del 30 aprile 1986 (i documenti integrali sono consultabili nel libro “Il piccolo giudice. Fede e Giustizia in Rosario Livatino” di Ida Abate per Editrice Ave mentre l'Associazione sta valutando l'utilità di ristamparli e diffonderli soprattutto tra i Magistrati). Rosario non volle mai far parte di club o associazioni di qualsiasi genere . Rosario Livatino fu ucciso, in un agguato mafioso, la mattina del 21 settembre '90 sul viadotto Gasena lungo la SS 640 Agrigento-Caltanissetta mentre - senza scorta e con la sua Ford Fiesta amaranto - si recava in Tribunale. Per la sua morte sono stati individuati, grazie al supertestimone Pietro Ivano Nava, i componenti del commando omicida e i mandanti che sono stati tutti condannati, in tre diversi processi nei vari gradi di giudizio, all'ergastolo con pene ridotte per i "collaboranti". Rimane ancora oscuro il “vero” contesto in cui è maturata la decisione di eliminare un giudice ininfluenzabile e corretto. Rosario Livatino è purtroppo solo la terza vittima innocente e illustre di Canicattì. Prima di lui, il 25 settembre 1988, stessa sorte toccò al presidente della Prima Sezione della Corte d'Assise d'Appello di Palermo Antonino Saetta e al figlio Stefano trucidati in un agguato mafioso sempre sulla SS 640 AG-CL sul viadotto Giulfo mentre improvvisamente, senza scorta e con la sua auto, faceva rientro a Palermo dove abitava e lavorava. Per questo duplice omicidio dopo quasi dieci anni sono stati individuati e condannati con un unico processo i presunti mandanti ed esecutori superstiti. Oltre ai numerosi articoli pubblicati su giornali e riviste, sulla
figura di Livatino sono stati pubblicati i seguenti saggi: Nando Dalla
Chiesa, Il giudice ragazzino, Einaudi, Torino 1992;
Ida Abate, Il piccolo giudice. Profilo di Rosario Livatino,
ILA Palma, Palermo 1992 - Armando Siciliano Editore, Messina 1997;
Angelo La Vecchia, Fiaba vera, Ed. Meta, Canicattì
1997; Ida Abate, Rosario Livatino. Eloquenza della morte di
un piccolo giudice, Armando Siciliano, Messina 1999; Maria
Di Lorenzo "Rosario Livatino. Martire della giustizia",
Edizioni Paoline, Roma 2000; e Il piccolo giudice. Fede e
Giustizia in Rosario Livatino, Editrice
AVE, Roma 2005. Il film documentario “Luce verticale. Rosario Livatino. Il martirio” del regista Salvatore Presti; vincitore nell’ottobre 2007 del premio nella sezione "Ritratti" alla decima edizione del "Religion Today Film Festival". Il CD Musicale “Il mio piccolo Giudice” prodotto e arrangiato da Fausto Mesolella con le voci di Maria Luisa Corbo, Peppe Servillo, Salvatore Nocera e del professore Giuseppe Peritore; da un’idea, progetto e produzione esecutiva di Giuseppe Cartella. L'Associazione "TECNOPOLIS", editrice del mensile "Opinioni", ha curato la pubblicazione in due distinti quaderni delle relazioni di Rosario Livatino "Il ruolo del Giudice nella società che cambia" del 7 aprile 1984 e "Fede e Diritto" del 30 aprile 1986" che si sta cercando di far distribuire tramite il Consiglio Superiore della Magistratura, il Ministero di Grazia e Giustizia o la Presidenza di Camera e Senato e della Repubblica ai neo magistrati e neo avvocati con la semplice corresponsione di un minimo contributo per copia da destinare all'autofinanziamento delle spese dell'auspicato "Processo Diocesano di Canonizzazione".
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